Mostra

Le Lune di Padova


Le Lune di Padova

Mostra iconografica a cura di Gabriele Cremonese, Simone Zaggia e Valeria Zanini

La Luna è l’oggetto celeste a noi più vicino e anche quello che più di ogni altro, nel corso dei secoli, ha acceso la curiosità, lo stupore e l’immaginazione dell’Uomo. Da Luminare della notte e da misuratore del tempo, quale essa è stata per i popoli antichi, la Luna è poi divenuta oggetto di desiderio e di conquista impossibili, come testimoniano il fantastico viaggio sulla Luna di Astolfo, narrato da Ludovico Ariosto, o quello di Barbicane, Ardan e Nicholl, magistralmente descritto dalla penna di Jules Verne. Con l’avvento dell’astronomia telescopica, fu subito chiaro che la nostra Terra non è l’unico pianeta del Cosmo a godere di un satellite naturale perennemente in moto attorno a se stessa, ma che altre, e altrettanto affascinanti Lune, ruotano con imperitura grazia attorno ad altri pianeti, sia nel nostro Sistema Solare che fuori di esso.

La mostra iconografica Le Lune di Padova vuol raccontare le scoperte e gli studi fatti sulla Luna, e sulle innumerevoli Lune che popolano il Cielo, dagli astronomi che a Padova sono nati o hanno operato: da Galileo, che nel 1609 per la prima volta nella storia dell’umanità rivolse il suo telescopio al nostro satellite, rivelandone la vera natura, sino i recentissimi studi sul ghiaccio lunare condotti dal team dei planetologi padovani, passando attraverso alle numerose scoperte di altre Lune che hanno costellato la storia dell’astronomia degli ultimi 400 anni.

Dove? In Specola, al piano terra dell’Osservatorio Astronomico. Vicolo dell’Osservatorio 5, Padova

Quando? Dal 16 Luglio al 30 Settembre 2019. Accesso libero dal martedì al venerdì, ore 10-15. Chiuso la settimana di Ferragosto



Nella figura di copertina vengono mostrate in sequenza immagini importanti della Luna nel corso della storia: da sinistra il primo acquerello della Luna fatto da Galileo Galilei nel 1609; una delle prime mappe dettagliate della Luna fatta da Geminiano Montanari nel 1662; l'immagine della Luna del Riccioli con la nomenclatura moderna dei mari e dei crateri pubblicata nel 1742 dal Doppelmayer; infine l'immagine moderna della luna vista dalla missione LROC della NASA.